I fiammiferi non bruciano nel vuoto

Guardando indietro all’anno, si può dire che l’attenzione si è spostata. Il primo trimestre è stato caratterizzato dalla consapevolezza che l’inflazione era destinata a rimanere, con conseguente dibattito sul possibile ritorno della tanto temuta stagflazione. Tale ansia si è rafforzata con la guerra in Ucraina che ha aggiunto un ulteriore livello all’inflazione dal lato dell’offerta, soprattutto sul fronte energetico, ma anche con l’ancoraggio dell’inflazione ciclica nella maggior parte delle economie. I dibattiti del secondo trimestre si sono incentrati sulla velocità e sulla persistenza di tale inflazione, unita alla duplice preoccupazione di un potere d’acquisto in erosione e di potenziali errori di calibrazione della politica monetaria (con il rischio di un hard landing).